SARAJEVO, LA PORTA DELLE EMOZIONI – 1

Sono stato a Sarajevo più volte e ho toccato con mano la sofferenza, non so come questo è accaduto o perché, forse semplicemente, io e i miei colleghi abbiamo avuto quest’opportunità.

Le mie mani hanno toccato corpi doloranti, ferite da arma da fuoco, schiene piegate dalla fatica e dalla disperazione. Ho pensato: “E’ così, i loro corpi sono ceduti, si sono consumati nell’attesa”

Questa idea non mi perseguita però ormai fa parte di me. A volte mi domando: ma in fondo chi è questa gente? Io non so chi loro siano, sono solo gente…

Don Renzo mi ha detto: “Quante dita ha una mano? Cinque? Ebbene, anche se sono diverse fra loro, non sono forse parte della stessa mano? Dunque siamo tutti una stessa umanità!