SARAJEVO, LA PORTA DELLE EMOZIONI – 2

Poi Medjugorie, il riverbero del tramonto e la Madonnina in controluce, improvvisamente le lacrime mi fanno apparire un grande viale davanti e da quel viale mi arrivano le urla dei vecchi e dei bambini affamati, quelle di donne violate e visioni di membra e corpi squarciati dalle granate…ma cos’è tutto questo?

Alla sera ci rifletto: la sua statua non c’entra, non c’è stata nessuna apparizione, è qualcosa che mi sono portato dietro da Sarajevo, Sarajevo è la porta delle emozioni. La porta di un dolore infinito che ha parlato a tutti noi dicendoci: “Non avevamo più speranza, ma siccome c’è un unico Dio, molte persone sono venute, qualcuno ha lasciato a casa i suoi figli, qualcuno li ha portati con sé, e anche se sono stati con noi pochi giorni, ognuno ha fatto qualcosa”.

Ora dico a me stesso: ma è giusto o sbagliato?

Mi ricordo che qualcuno mi ha detto: “Il mare è fatto di gocce” Ebbene voglio portare una goccia, anche se poco è pur sempre una parte di quel mare che possiamo chiamare speranza, voglia di ricominciare, fratellanza. Scusate se poco!

N.B. Cercasi portatori di gocce….

Sarajevo, Ottobre 1996